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MANIFESTAZIONE 3.10.2009 ROMA

Oktober 4, 2009

CGIL Südtirol Alto Adige
Ieri a Roma c’era un tempo impeccabile. Ventotto gradi, di tanto in tanto un venticello che derivava dagli elicotteri sopra di noi, insomma si stava bene.

Sono partita in macchina alle 8 con dei funzionari della CGIL e siamo arrivati alle 14.30 calcolando anche le doverose soste autostradali. In macchina ho ricevuto un assaggio di cosa sia la politica di base, quella “reale” per intenderci, da parte di persone che la vivono ogni giorno intensamente e cercano di cambiare veramente qualcosa. Grandi personalità che quotidianamente combattono per un altro mondo e quasi quasi ti convincono che sia possibile.

Passati tutti i sobborghi che tuttavia hanno un fascino, seppur decadente, arriviamo a Villa Borghese e Roma si distende grandiosa e stupenda sotto i nostri occhi. Un panorama da togliere il fiato. E arriva anche il suono dei tamburi, in cielo vediamo i palloncini (che così piccoli non sono) con le scritte del sindacato, che hanno una duplice funzione, come mi spiega mio padre: quella evidente di pubblicizzare la manifestazione, ma anche di tenere lontano gli elicotteri che fanno un tale rumore da non sentire i relatori. Infatti ogni tanto ne vengono mollati alcuni e gli elicotteri devono “girare alla larga”.

Già a quest’ora Piazza del Popolo è gremita di manifestanti di ogni età e continuano ad arrivare da tutte le vie circostanti. Poco tempo dopo sarà difficile muoversi e ci dicono che il centro di Roma è completamente bloccato (con un grande disagio per chi nonostante la manifestazione annunciata cerca di girare in macchina). La colpa è del sindaco che non voleva fermarne la circolazione neanche per questo giorno, infatti credo che gli fischiavano le orecchie ieri per via degli insulti e imprecazioni rivolte alla sua persona.

Ieri c’era un pubblico diverso dal solito. C’erano persone di ogni età, arrivate da tutte le regioni italiane, ma quello che mi ha colpito era la consapevolezza della gravità della situazione. In confronto alle altre in cui ho partecipato, era una manifestazione in un clima più serio. Più serio e determinato. Era “doveroso” parteciparvi, una responsabilità personale civile.

A un certo punto ci hanno detto che eravamo almeno in 300.000 e su questo non c’erano dubbi, senonché io avrei pensato che eravamo anche di più.

Non ho sentito tutti i relatori ma la testimonianza più importante era sicuramente quella di Roberto Saviano. Per quello che ha detto e come lo ha detto, ma soprattutto per come hanno reagito le persone in piazza. L’acustica già da prima era scarsa, si sentiva male, anche perché eravamo in tanti, ma quando ha parlato Saviano tutti e intendo proprio TUTTI hanno fatto silenzio per cogliere ogni singola parola del suo discorso.
Si poteva sentire volare una mosca. È stato un momento emozionante che mi ha fatto sentire e comprendere la forza delle persone presenti, la forza del popolo che vuole sapere, vuole essere informato e non azzittito. E che porta il massimo rispetto a persone che dimostrano coraggio civile come fa Roberto Saviano.

Nel suo discorso spiega in modo nitido che cosa significa libertà di stampa: “Scrivere senza aspettarsi ritorsioni”. E chi ha sentito il monologo di Marco Travaglio all’ultima puntata di AnnoZero, sa a quali ritorsioni va incontro un giornalista italiano oggigiorno. Saviano continua dicendo: “Vogliamo difendere la serenità di lavorare, la possibilità di raccontare (…) abbiamo bisogno della massima libertà di espressione (…) perché la parola può trasformare la realtà”.

E più siamo a farci sentire, più forte sarà l’impatto nella società e nella realtà in cui viviamo. Perciò vorrei ricordare alle persone che non erano presenti che queste manifestazioni, sono un’opportunità per farci ascoltare, per testimoniare che esistiamo e che non siamo solo un numero di audience televisivo. Abbiamo diritto ad accedere ad una molteplicità di informazioni e a scegliere cosa leggere e guardare.

Ieri è stato dimostrato che non si può ammutolire le persone che hanno qualcosa da dire e anche se 300.000 (più le persone nelle altre piazza d’Italia) sono tante, per quello che sta succedendo in Italia dovremmo vergognarci TUTTI e scendere in piazza a MILIONI. Quello che ci auguro è che questa manifestazione sia stato un segno per coloro che non hanno piú il coraggio di scrivere quello che pensano, per paura di ritorsioni. Che riescano a sentire la solidarietà delle persone che vogliono essere informate e che ritrovino la loro dignità perduta a causa della situazione politica attuale. Perché abbiamo tutti il diritto di scelta.

Piazza del Popolo

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3 Kommentare leave one →
  1. gadilu permalink
    Oktober 4, 2009 18:40

    Bello. Hai fatto bene ad andare. Anche solo per portarci questa tua testimonianza.

  2. verito permalink
    Oktober 5, 2009 06:56

    Danke für die schöne Bereichterstattung! 🙂
    und allen Respekt, dass du die Mühe einer so langen Autofahrt auf dich genommen hast!

  3. Oktober 5, 2009 14:42

    Danke meine Lieben! 🙂

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